Convegno "Istruzione e Mezzogiorno" FLC CGIL del 28 settembre 2017

Pubblico qui la relazione e le slides di Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della FLC CGIL Sicilia

Un documento per iniziare a discutere

Articolo1-MDP della provincia di Messina ha predisposto una bozza di documento programmatico che vuole condividere con tutti.

"- Cosa non è

Cosa s'intende con neoliberalismo: una prima ricognizione

Spesso nelle mie discussioni cito il pensiero neoliberale, ma poiché questa ideologia si presta a facili fraintendimenti, soprattutto perché si basa su un’accorta gestione del linguaggio, può essere utile precisare cosa intenda con questa espressione. Trovo una bella descrizione delle fondamentali caratteristiche in un paper di Riccardo Bellofiore, Francesco Garibaldo e Mariana Mortagua dal titolo “A credit-money and structural perspective on the European crisis: why exiting the euro is the answer to the wrong question” Il titolo suggerisce che una lettura è utilissima al di là del brano che cito. Gli autori descrivono le cartteristiche del neoliberalismo traendole dal lavoro di tre autori: Wolfgang Streeck in Tempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico”

Philip Mirowski in “Never let a serious crisis go to waste” non tradotto in italiano

Colin Crouch in “Il potere dei giganti. Perché la crisi non ha sconfitto il neoliberismo”

LA TEORIA DELLA FORMAZIONE DIETRO LE RIFORME DELLA SCUOLA DAL 2000 ALLA LEGGE 107

In un post precedente ho parlato di modello di "società di mercato" per le riforme della scuola che si sono succedute da quella che porta il nome di Berlinguer alla legge 107. Naturalmente si può pensare che questo fil rouge non sia stato dimostrato, si può ritenere sia frutto di una mia incomprensione, sia il prodotto di una resistenza del professore gentiliano verso il nuovo mondo della globalizzazione, un’arretratezza culturale.

Cosa c’è che non va nel documento “Per una nuova identità” di Articolo 1: la scuola

Articolo 1presenta un documento come base di discussione per rilanciare una nuova identità di sinistra. E’ una base di discussione ampia e generosa, sono 43 pagine ed in tempi in cui la politica twitta è un segno di discontinuità. Abbiamo bisogno di discussione e protagonismo e le cose complicate non possono essere ridotte ai 140 caratteri di Twitter. Bene quindi, ma il documento ha delle pecche: non fa i conti con quanto è accaduto, fraintende l’analisi, appare un documento ancorato al passato recente.

QUELLE QUATTRO COSE CHE PENSO DI SAPERE QUANDO SI PARLA DI SCUOLA

DUE DOVEROSE PREMESSE

Quando si parla di scuola occorre partire da due premesse da cui scaturisce tutto il resto.

LA PRIMA: la scuola non è “neutra”, un modello di scuola prevede un modello di società.

Una parola: lavoro

Una riunione per parlare dei referendum sociali, opportuna e necessaria perché non solo è necessario andare a votare e provare a vincere questi referendum, ma perché costituisce un’occasione per cominciare a riflettere sul lavoro e sul suo ruolo nella società.

Solo alcuni spunti frammentari perché la discussione è complessa, partirei da un passaggio di un editoriale di Michele Serra in cui, parlando della minacciata scissione del PD, afferma:

Cosa posso aspettarmi dal mio esame? Ovvero della scuola e la valutazione, all'origine del contenzioso scuola-famiglia, un'analisi psico-matematica. Quarta puntata.

Dopo aver descritto in tre puntate il demenziale sistema di valutazione in uso nella scuola resterebbe il problema del perché valutare. Infatti sembrerebbe che il sistema sia stato creato per rendere la valutazione “oggettiva” e quindi permettere la rilevazione “scientifica” dei risultati per permettere di affermare con “certezza” se i risultati ottenuti siano sufficienti o meno, preludendo o ad una selezione o almeno ad interventi che recuperino le lacune.

Cosa posso aspettarmi dal mio esame? Ovvero della scuola e la valutazione, all'origine del contenzioso scuola-famiglia, un'analisi psico-matematica. Terza puntata.

Continuiamo nella descrizione delle metriche, poi nella puntata conclusiva commenterò il termine.

Siamo all'esame di stato il 25% del mio esame è già deciso, è il mio credito scolastico. Siccome il bonus può aggiustare al massimo del 5% il mio voto finale è già deciso per ¼ .

Cosa posso aspettarmi dal mio esame? Ovvero della scuola e la valutazione, all'origine del contenzioso scuola-famiglia, un'analisi psico-matematica. Seconda puntata.

Come abbiamo visto nella prima puntata, la prima “trasformazione” di una performance “qualitativa”, un compito o un'interrogazione, è avvenuta mediante le griglie, ma non basta. Ora entra in campo la metrica.

Per quanto riguarda l'esame di stato il risultato finale è il prodotto di tre, o quattro, momenti:

  • il percorso scolastico, derivante dalle medie in 10 (decimi, scrivo numericamente per chiarezza), convertite in 25 (venticinquesimi, credito degli ultimi tre anni)

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